In treno (Parte 2 di 2)

Faccio scivolare la mia mano sotto la stoffa. è la prima volta che tocco il sesso di un uomo. Provo una voglia folle di prenderlo in bocca. Mi siedo sul sedile, avvicino il viso al suo uccello turgido e cerco di gustarlo, giocando con la bocca chiusa su tutta quella lunghezza calda! Deve apprezzare i miei sforzi a giudicare dai sospiri che emette. Cerco, allora, di sforzare al massimo la bocca e di ingoiarlo il più profondamente possibile, tutto d’un colpo. Temo di vomitare quando il suo glande forza la mia gola.
Sento il suo gusto di maschio. Un sapore particolare ma piacevole! Mi applico, cercando di rifare quanto lui mi aveva fatto qualche minuto prima.
Capisco che sta per venire. Mi allontana, mi si siede affianco, si sporge e riprende il mio uccello in bocca. Io gli accarezzo il suo. La sua mano si avventura sui miei testicoli, scivolando lungo il solco formato dai glutei, mi accarezza l’ano. è troppo. Un’indescrivibile sensazione di voluttà mi rapisce. Il mio corpo si tende. Egli mi trattiene con forza e, malgrado i miei tentativi di respingerlo per non eiaculargli in bocca, resiste. Non ne posso più. Ah! Gli vengo in gola. Schizzo dopo schizzo, provando un piacere mai conosciuto prima. La mia mano è impiastricciata del suo seme.
è a quel punto che comprendo la gravità del mio atto! Sempre senza parlare, mi rivesto ed esco, un sorriso come unico saluto. Rientrai nel mio scompartimento: tutti dormivano. Mi coricai. Non lo rividi che la mattina seguente, al momento di scendere dal treno. Mi guardò senza proferire parola.
Durante il matrimonio di mio fratello, ripensai a quell’uomo, non riuscendo a capacitarmi di come avessi potuto farlo ! Da allora, n’è passata d’acqua sotto i ponti, ma altre storie mi coinvolsero… FINE

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